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- La legislazione in vigore, che recepisce le più importanti direttive europee in tema di rifiuti, è costruita su principi fondamentali: riduzione, valorizzazione e raccolta differenziata. La riduzione della produzione dei rifiuti, è un obiettivo che riveste carattere di assoluta priorità, al quale deve essere subordinata l'intera gestione dei rifiuti (ad esempio acquistare meno imballaggi e dunque produrre meno rifiuti - acquistare prodotti durevoli e non “usa e getta”). La valorizzazione riguarda tutte le frazioni recuperabili dei rifiuti, nei limiti della compatibilità con i vincoli di ordine tecnico, economico e ambientale esistenti. La raccolta differenziata dei rifiuti è importante per poter avviare al riciclo la quota maggiore possibile di rifiuti ed è incentivata anche attraverso la predisposizione di graduali limiti minimi espressi in percentuale.
La normativa italiana sui rifiuti definisce tra i vari contenuti:
- Obblighi per il produttore dei rifiuti
- Obblighi per le attività di gestione dei rifiuti.
In particolare per assicurare una corretta gestione dei rifiuti il produttore deve:
- Prendere tutte le precauzioni al fine di evitare la contaminazione dell’ambiente presso le aree di deposito dei rifiuti all’interno dell’Azienda
- Accertarsi di consegnarli a trasportatori/smaltitori/recuperatori autorizzati
- Accompagnare i trasporti di rifiuti verso la destinazione finale con la compilazione della documentazione prevista per legge (SISTRI)
- Essere in possesso, utilizzare e mantenere aggiornata la documentazione prevista per legge (SISTRI)
- Predisporre secondo quanto previsto dalla normativa vigente le comunicazioni periodiche sui rifiuti prodotti/gestiti.
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L'utilizzazione, la gestione e la protezione della risorsa acqua devono diventare nodi fondamentali per evitare che essa diventi un bene sempre più raro.
Purtroppo la risorsa acqua è oggi a rischio per due cause principali:
- La prima è naturale in quanto le precipitazioni non sono distribuite uniformemente su tutto il globo
- La seconda è collegabile ad un suo uso non corretto.
Per poter impiegare l’acqua per diversi scopi all’interno dell’Azienda è necessario:
- In caso di allacciamento all’acquedotto, aver presentato regolare domanda di all’allacciamento all’Ente Gestore del Servizio Idrico ed essere regolari nei pagamenti per l’utilizzo dell’acqua
- In caso di prelievo idrico da falda acquifera sotterranea o corpo idrico superficiale, essere in possesso di concessione al prelievo rilasciata dal Genio Civile territorialmente competente o aver presentato regolare domanda di concessione ed essere in attesa di rilascio del provvedimento stesso.

Far riparare tempestivamente le perdite dell'impianto interno. Un rubinetto che gocciola può sprecare fino a 5.000 litri di acqua all'anno, una perdita in una tubatura anche fino a 1.000 in un giorno. 
Non fare uso eccessivo di prodotti chimici per la pulizia. 
Non usare la toilette come discarica di sostanze tossiche (vernici, lacche, prodotti chimici, sigarette, solventi, stracci, …) altrimenti si riduce la funzionalità del sistema fognario e si possono superare i limiti concessi per lo scarico. 
Evitare, quando possibile, di lavare attrezzature con acqua potabile ed in particolare evitare di farlo in prossimità di fiumi o torrenti. Non lasciare il rubinetto aperto anche quando non stai usando acqua. Si possono risparmiare oltre 130 litri ogni lavaggio. 
Non innaffiare giardini con acqua potabile e nelle ore calde della giornata: quando si ha la possibilità usare acqua piovana raccolta precedentemente. Si possono così recuperare oltre 6.000 litri di acqua potabile all'anno. 
Tenere i rubinetti aperti solo per il tempo necessario. E’ utilissimo applicare ai rubinetti il "FRANGIGETTO", una sorta di acceleratore d'acqua, che arricchisce d'aria il flusso in uscita consentendo dosaggi efficienti e di conseguenza risparmio d'acqua fino a 6.000 litri all'anno. 
Non eccedere nell'uso dello scarico del water, se possibile cerca di installare un sistema a rubinetto o uno scarico a due portate. Si possono risparmiare 20.000 litri all'anno.
- Il settore è disciplinato dal decreto legislativo n. 152 del 03/04/2006 (cd. "Testo Unico Ambiente"), che individua per ciascuna tipologia di scarico le modalità di autorizzazione e i limiti da rispettare e prende in esame gli effetti prodotti dall'accumulo e dall'interazione di tutti gli scarichi presenti in uno stesso corso d'acqua.
Qualsiasi tipologia di scarico sia di acque civili che di acque produttive, sia in fognatura che in corpo idrico superficiale deve essere autorizzato dagli Enti competenti su presentazione della domanda di autorizzazione allo scarico da effettuare preventivamente all’attivazione dello scarico stesso.
Tale autorizzazione, nella maggioranza dei casi ha una durata di quattro anni e il rinnovo deve essere inoltrato un anno prima della scadenza o in previsione di variazioni delle caratteristiche quali-quantitative delle acque scaricate.In linea generale, salvo particolari deroghe, è vietato lo scarico nel suolo, sottosuolo e acque sotterranee.
E’ importante, infine, adottare tutte le misure preventive necessarie per evitare sversamenti di qualsiasi tipologia di sostanza in caditoie, tombini.
La normativa italiana di riferimento che disciplina le emissioni in atmosfera provenienti dalle attività produttive è il decreto legislativo n. 152 del 03/04/2006 (cd. "Testo Unico Ambiente").
Questo decreto qualifica l'inquinamento atmosferico come ogni modificazione dell'aria atmosferica, dovuta all'introduzione nella stessa di una o di più sostanze in quantità e con caratteristiche tali da ledere o da costituire un pericolo per la salute umana o per la qualità dell'ambiente oppure tali da ledere i beni materiali o compromettere gli usi legittimi dell'ambiente.
In dipendenza della tipologia di emissione in atmosfera, che si genera dal normale svolgimento dell’attività, può essere necessaria la richiesta alla Provincia Territorialmente competente di un’autorizzazione alle emissioni e devono essere rispettati precisi limiti per ciascun inquinante in uscita dai camini installati.
La domanda di autorizzazione va ripresentata in caso di modifiche agli impianti o alle caratteristiche quali-quantitative delle emissioni. Comunque l’autorizzazione ha una scadenza ed il rinnovo in genere va richiesto un anno prima della stessa.
Per la limitazione delle emissioni di inquinanti in atmosfera è necessaria talvolta l’installazione di impianti di abbattimento delle emissioni.
Completano il quadro una serie di norme che limitano le emissioni inquinanti dei veicoli (ad es. bollino blu) e che impongono specifici adempimenti per gli impianti/centrali termiche.-
Per tutti i preparati pericolosi, utilizzati per lo svolgimento dell’attività, deve essere obbligatoriamente consegnata, al momento dell’ordine o in occasione della prima fornitura la relativa scheda di sicurezza redatta secondo le specifiche della normativa vigente in materia.
Al fine della tutela della sicurezza e dell’ambiente è opportuno:
- Depositare in luoghi separati sostanze incompatibili o che potrebbero reagire tra loro
- Collocare su bacini di contenimento, correttamente dimensionati, i contenitori in uso di sostanze liquide, al fine di evitare possibili sversamenti
- Depositare al riparo dell’azione degli agenti atmosferici i contenitori di preparati pericolosi, al fine di evitare il danneggiamento dei contenitori stessi e il verificarsi di versamenti.
Come principio generale sarebbe bene, ove attuabile, provvedere alla valutazione della posssibilità di sostituire i preparati pericolosi impiegati con altri con caratteristiche di pericolosità inferiore.
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Il problema della gestione dell'energia, coinvolge tutti i settori di vita: industria, agricoltura, civile, terziario, pubblica amministrazione.
La gestione energetica riguarda anche la razionalità nell'uso finale dell'energia nei punti di utilizzazione.
Al fine di migliorare i processi di trasformazione dell'energia, di ridurre i consumi e di migliorare le condizioni di compatibilità ambientale dell'utilizzo dell'energia a parità di servizio reso e di qualità della vita, la normativa favorisce:
- L'uso razionale dell'energia
- Il contenimento dei consumi nella produzione e nell'utilizzo di manufatti
- L'utilizzazione delle fonti rinnovabili
- La riduzione dei consumi specifici di energia nei processi produttivi
- Una più rapida sostituzione degli impianti in particolare nei settori a più elevata intensità energetica.
Al di là della valutazione, ove fattibile, dell’impiego di metodologie per ridurre il consumo energetico nel processo produttivo, è possibile intraprendere piccoli accorgimenti anche per favorire il risparmio energetico negli uffici, come ad esempio:
- Privilegiare la luce solare a quella elettrica
- Preferire una lampada per l'illuminazione della scrivania/tavolo da lavoro e lampade a risparmio energetico
- Ricordare di spegnere sempre le luci quando si esce dall'ufficio o dalle sale riunioni
- Impostare lo schermo ed il computer in modo tale che vadano in stand-by se non utilizzati per un piccolo intervallo di tempo
- Spegnere le apparecchiature informatiche, quando non vengono utilizzate
- Per gli utilizzi standard preferire le stampanti a getto d'inchiostro, le quali consumano meno energia elettrica di quelle laser
- Non aprire le finestre quando riscaldamento/aria condizionata sono in funzione
- In inverno, mantenere il riscaldamento a 20°C e le porte chiuse
- In estate, regolare il climatizzatore sul consumo energetico ottimale (non più di 8°C meno della temperatura esterna) e comunque accenderlo solo se necessario
- Ad ogni grado in meno di riscaldamento, corrisponde un risparmio di energia del 7% e lo stesso vale anche per il raffreddamento degli ambienti nel periodo estivo.
Maggiore è il consumo dell'energia, maggiori sono le emissioni di inquinanti nell'ambiente.
